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Crisi?

Pubblicato il 19/11/2016

Sfogliando i giornali, ascoltando la televisione o anche, semplicemente, le chiacchiere al bar, siamo sommersi da questa parola: CRISI.
Sappiamo bene che effetto fa dentro di noi! Risuona come un rombo minaccioso, ci predispone alla paura ed alla sfiducia. Improvvisamente tutto quello su cui abbiamo fondato le nostre sicurezze viene scosso dalle fondamenta: il lavoro, la casa, i risparmi di una vita, un tenore di vita comodo, la futura sicurezza economica nostra e dei nostri figli. Basta questo – e anche molto meno – per farci sentire in pericolo.
Non voglio entrare in questa sede sulle cause evidenti e/o nascoste di questa fase socioeconomica e sui suoi risvolti politici. La tentazione di individuare colpevoli, nemici, occulti registi è troppo forte, troppo facile e, soprattutto, del tutto inutile allo scopo di queste poche righe.
Le domande che intendo fare a me stesso e a chi legge sono: cosa ho bisogno di capire attraverso la crisi ? Qual è il senso che questa crisi ha per me?
Voglio lasciare ad un Grande Uomo – Albert Einstein - le parole per la risposta:
“Non possiamo pretendere che le cose cambino, se continuiamo a fare le stesse cose. La crisi è la più grande benedizione per le persone e le nazioni, perché la crisi porta progressi. La creatività nasce dall'angoscia come il giorno nasce dalla notte oscura. E' nella crisi che sorge l'inventiva, le scoperte e le grandi strategie. Chi supera la crisi supera sé stesso senza essere 'superato'.
Chi attribuisce alla crisi i suoi fallimenti e difficoltà, violenta il suo stesso talento e dà più valore ai problemi che alle soluzioni. La vera crisi, è la crisi dell'incompetenza.
L' inconveniente delle persone e delle nazioni è la pigrizia nel cercare soluzioni e vie di uscita. Senza crisi non ci sono sfide, senza sfide la vita è una routine, una lenta agonia. Senza crisi non c'è merito. E' nella crisi che emerge il meglio di ognuno, perché senza crisi tutti i venti sono solo lievi brezze. Parlare di crisi significa incrementarla, e tacere nella crisi è esaltare il conformismo. Invece, lavoriamo duro. Finiamola una volta per tutte con l'unica crisi pericolosa, che è la tragedia di non voler lottare per superarla."
Einstein ha saputo portare l’umanità oltre i confini della “certezza scientifica codificata” verso una nuova scienza, perché ha saputo guardare oltre quel confine
Qual è dunque la reale opportunità nascosta nella crisi per ciascuno di noi?
Quella di mettere in discussione proprio tutte quelle certezze a cui ci siamo sempre aggrappati, quella di ridiventare “esploratori” di noi stessi, dei nostri territori interiori ancora vergini e sconosciuti. Cosa sappiamo della nostra capacità di amare? Cosa sappiamo della nostra capacità di essere liberi? Cosa sappiamo della nostra capacità di guardare oltre la paura? E cosa c’è oltre il confine della paura?
Poco importa se ciò che sta essendo messo in crisi nelle nostra vita è la nostra solidità economica, oppure la nostra relazione di coppia o, infine, la nostra immagine.
Ciò che davvero importa è se e quanto siamo disposti a PERDERE, ovvero a LASCIAR MORIRE il bisogno di mantenere rigide ed inalterate tutte le nostre sicurezze.
Un mio vecchio Maestro diceva: “Vivere serve per imparare a morire”, una profonda verità a cui aggiungerei “Morire ogni giorno serve per imparare a Vivere”.
Buona….Crisi!
(Mario Franchi)

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